Chi sono
Il mio background è quello di danzatrice e coreografa (www.elisabettavittoni.it).
Diplomata ad Amsterdam nel 1987 in “performance” mi sono trasferita negli anni ’90 a New York dove ho vissuto per tre anni.
Durante quel periodo ho sviluppato un lavoro ispirato all’architettura italiana, iniziando ad inserire nelle mie coreografie proiezioni di diapositive e di film, creando delle performance multimediali.
Fin da bambina le visite a ville e giardini d’epoca hanno suscitato in me una grande emozione; questo ha caratterizzato il mio percorso negli anni successivi.
Ogni mio lavoro parte con la visione di un luogo in cui collocare la danza, per arrivare alla realizzazione di un video e successivamente alla performance.
Questa relazione fra luogo e creazione mi ha portato, dopo trent’anni di carriera come coreografa, a decidere di dare una svolta alla mia vita e diventare un interior designer.
Sono da sempre affascinata dal mondo dell’antico, del dismesso. Negli anni ho collezionato oggetti, costumi, cappelli che mi hanno seguito nei tantissimi viaggi e che hanno preso forma nelle varie case e luoghi in cui ho vissuto.
Ogni oggetto collocato nel luogo giusto ha una storia, e ogni volta che lo guardi te la racconta.
Lavorando in teatro per molti anni ho sempre nutrito una grande passione per le stoffe e gli arredi, disegnando gran parte delle mie scenografie e costumi.
Le luci sono un altro punto magico: la luce crea, definisce un ambiente, lo distorce e lo segue, come le emozioni.
Due anni fa ho iniziato a ristrutturare la casa di famiglia, una villetta singola anni ’50.
Durante questo percorso di ricerca dei materiali di epoche differenti, della loro combinazione, il mondo dell’interior mi ha sempre più affascinato e ho deciso di approfondire la materia seguendo un corso – Master da interior designer all’Accademia del Lusso a Roma.
Inaspettatamente, quasi per gioco ho inviato le foto della mia casa alla rivista “Casa Deco “ alla responsabile, Letizia Tartaglini, ed ecco che a gennaio del 2021 la mia casa appare sulla rivista.
La mia idea di “home“ è creare un luogo, un contenitore di oggetti, di ricordi, di momenti in cui stare, esprimersi, distrarsi, sottrarsi.